domenica delle palme

AFORISMI DEL SIGNORE

domenica 4 gennaio 2015

"IL VERBO SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZO A NOI" II DOMENICA DOPO NATALE LETTURE: Sir 24,1-4.8-12; Sal 147; Ef 1,3-6.15-18; Gv 1,1-18



Liturgia della Parola


DOMENICA




4 GENNAIO 2015






II DOMENICA DOPO NATALE


  
LETTURE: 


Sir 24,1-4.8-12; Sal 147; Ef 1,3-6.15-18; Gv 1,1-18


Antifona d'ingresso  ( Sap 18,14-15 )
Nel quieto silenzio che avvolgeva ogni cosa,
mentre la notte giungeva a metà del suo corso,
il tuo Verbo onnipotente, o Signore,
è sceso dal cielo, dal trono regale.
 





COLLETTA
Padre di eterna gloria, che nel tuo unico Figlio ci hai scelti e amati prima della creazione del mondo e in lui, sapienza incarnata, sei venuto a piantare in mezzo a noi la tua tenda, illuminaci con il tuo Spirito, perché accogliendo il mistero del tuo amore, pregustiamo la gioia che ci attende, come figli ed eredi del regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.






LITURGIA DELLA PAROLA




 
 


PRIMA LETTURA

 Sir 24, 1-4. 8-12, neo-vulg. 24,1-4.12-16
La sapienza di Dio è venuta ad abitare nel popolo eletto.
 

Dal libro del Siràcide

La sapienza fa il proprio elogio,
in Dio trova il proprio vanto,
in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria.
Nell'assemblea dell'Altissimo apre la bocca,
dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria,
in mezzo al suo popolo viene esaltata,
nella santa assemblea viene ammirata,
nella moltitudine degli eletti trova la sua lode
e tra i benedetti è benedetta, mentre dice:
«Allora il creatore dell'universo mi diede un ordine,
colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse:
"Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele,
affonda le tue radici tra i miei eletti" .
Prima dei secoli, fin dal principio,
egli mi ha creato, per tutta l'eternità non verrò meno.
Nella tenda santa davanti a lui ho officiato
e così mi sono stabilita in Sion.
Nella città che egli ama mi ha fatto abitare
e in Gerusalemme è il mio potere.
Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso,
nella porzione del Signore è la mia eredità,
nell'assemblea dei santi ho preso dimora».
  
  C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.


SALMO RESPONSORIALE

Dal Salmo 147

Il Verbo si è fatto carne
e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

 
Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
 
Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.
 
Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun'altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. 


SECONDA LETTURA     Ef 1, 3-6. 15-18
Mediante Gesù, Dio ci ha predestinati a essere suoi figli adottivi. 
 

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini.

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d'amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
Perciò anch'io 
[Paolo], avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell'amore che avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi. 

  C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.  



ACCLAMAZIONE AL VANGELO
  Cf 1 Tm 3,16

Alleluia, alleluia.
Gloria a te, o Cristo, annunziato a tutte le genti;
gloria a te, o Cristo, creduto nel mondo.

Alleluia. 





PROCLAMAZIONE DEL VANGELO






 VANGELO 




 Gv 1,1-18
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.
 

Dal vangelo secondo Giovanni
  

[ In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l'hanno vinta. ]
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
[Veniva nel mondo la luce vera, 
quella che illumina ogni uomo. 
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità. ]
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.
   

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.



«In lui era la vita 
e la vita era la luce 

degli uomini; 
la luce splende 

nelle tenebre 
e le tenebre 

non l'hanno vinta.»



COMMENTO

ALLA PAROLA DI DIO

a cura di Don Lucio Luzzi


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04/01/2015

II domenica
dopo Natale


06/01/2015

Epifania del Signore


In Cristo tuo Figlio hai
rivelato il tuo amore


PENSIERO DELLA DOMENICA
+ VIDEO CORRELATO



donlucioluzzi@virgilio.it 





La seconda domenica dopo Natale fa da ponte tra la solennità del Natale e l’Epifania. Il richiamo va subito alla luce, simbolo della rivelazione che Cristo fa al mondo: “Rivelati, o Dio, a tutti i popoli nello splendore della tua verità”. 

La Liturgia odierna ci invita ad approfondire il significato della festa del Natale. L’incarnazione del Verbo è la rivelazione perfetta e insuperabile del mistero di Dio: si tratta ora di accogliere il Verbo fatto carne. Egli ci dà il potere di diventare figli e figlie di Dio. Ed il Padre nel Verbo incarnato vede ed ama ogni persona umana. 

Di fronte alla volontà di Dio Padre e del suo Figlio, Gesù, di farci entrare in comunione di vita con loro mediante i doni dello Spirito Santo, non possiamo che corrispondere con la nostra riconoscenza e con una vita coerente.

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O Dio, in Cristo, con parole d'uomo ci hai
rischiarati, con gesti d'uomo ci hai salvati

A Betlemme i pastori sono stati i primi ad adorare Gesù bambino e a sentire da Maria, sua madre, il racconto delle meraviglie di Dio.
Epifania del Signore
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“Abbiamo visto la Sua stella e siamo venuti ad adorarlo”

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E Gli offrirono regali    


Epifania significa "Manifestazione Divina" e San Matteo ci narra nel suo Vangelola visita dei Magi a Betlém, guidati dalla luce di un astro luminoso. E' il principio della visione profetica di Isaia e per questo che i Magi, che non erano re, si confondono con il Re di cui parla il profeta.  

Nei nostri presepi figurano carovane di camelli e dromedari. Quello che ci narra Matteo è di una bellezza di tipo orientale che non ci stanchiamo di leggere e meditare per estrarre una validissima lezione per la nostra fede.

Il nucleo essenziale di tutta la narrazione è l'universalitá del Regno di Dio, inaugurato da Cristo.
Il Vangelo è destinato a tutte le nazioni del mondo e proprio Matteo finalizza il suo Vangelo invitando alla missione di partire per il mondo facendo discepoli tutti i popoli, battezzando le persone nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo e insegnando loro tutto quanto il Signore ordinò.

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Gloria al Padre, al Figlio
e allo Spirito Santo

Non c'è nessuno che non sappia che dai tempi più antichi gli studiosi del Vangelo scoprirono simbolismi nei regali offerti dai  Magi a Gesù.  

Offrirono Oro, perché Gesù è Re, offrirono Incenso perché 
Gesú è Dio, al quale si elevano le nostre preghiere e 
suppliche ed offrirono Mirra, perché Gesù é 
uomo vero, che ha bisogno di mirra per imbalsamare 
il suo corpo. In generale i regali usano essere caratteristici 
della terra di chi li riceve. 


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E' il caso dei regali che offriamo nell'offertorio della  Santa Messa, attraverso le nostre intenzioni particolari.  L' Oro rappresenta pure la nostra fede che deve essere pura e perseverante, come l'oro purificato nel fuoco. L' Incensorappresenta le nostre preghiere ad essere elevate al Padre per il suo Figlio Gesù, essenzialmente per il suo sacrificio espiatorio dei nostri peccati mentre la Mirra è il sacrificio ed i dolori inseparabili dalla condizione umana in cui viviamo.

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Il Verbo si è fatto carne ed ha
posto la sua dimora in mezzo a noi!

É necessario ancora un passo avanti per bene conoscere il significato di questi  doni: vedere in questi doni gli elementi della nostra cultura, che ci piacerebbe vederla tutta consacrata agli ideali del Vangelo, affinché Cristo penetri nella più intima nostra realtà. 

In questo caso l'Oro rappresenta le leggi che governano il nostro stato, inquieto nella procura della armonia, prosperitá, giustizia e pace. L'Incenso sarebbe il nostro ideale di convivenza che si deve espandere in direzione di tutte le frontiere, procurando di superare le nostre limitazioni. La Mirra sarebbe il simbolo di tutte le nostre lotte a trovare la vita come una conquista di ogni giorno.

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In Cristo incontriamo la vittoria e questo succederà se siamo generosi e pieni di fiducia nel potere del Divino Re come i Magi andarono ad adorarlo in Betlém, rappresentando tutti i popoli della terra...

Don Lucio Luzzi
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donlucioluzzi@virgilio.it Image

Vie dello Spirito is Don Lucio Luzzi

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Vie dello Spirito
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Video correlato

"Epifania in video"


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Riflessione in video a cura di Don Lucio Luzzi
Buona domenica e Buona Epifania a tutti!















giovedì 1 gennaio 2015

"MARIA,CUSTODIVA TUTTE QUESTE COSE,MEDITANDOLE NEL SUO CUORE" 1 GENNAIO MARIA SS. MADRE DI DIO Solennità LETTURE: Nm 6,22-27; Sal 66; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21

Liturgia della Parola


Giovedi'




1 GENNAIO 2015





1 GENNAIO
MARIA SS. MADRE DI DIO 

Solennità


  
LETTURE: 


Nm 6,22-27; Sal 66; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21

Antifona d'ingresso   
Salve, Madre santa: 
tu hai dato alla luce il Re
che governa il cielo e la terra 
per i secoli in eterno.
 





COLLETTA
Padre buono, che in Maria, vergine e madre, benedetta fra tutte le donne, hai stabilito la dimora del tuo Verbo fatto uomo tra noi, donaci il tuo Spirito, perché tutta la nostra vita nel segno della tua benedizione si renda disponibile ad accogliere il tuo dono.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.






LITURGIA DELLA PAROLA




 
 


PRIMA LETTURA

 Nm 6,22-27  
Essi invocheranno il mio Nome, e io li benedirò.
 
Dal libro dei Numeri
 
 
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace”.
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».

  C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.


SALMO RESPONSORIALE

Dal Salmo 66

Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.



SECONDA LETTURA     Gal 4,4-7
Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.
 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.
E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.


  C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.  



ACCLAMAZIONE AL VANGELO
  Cf Eb 1,1.2

Alleluia, alleluia.
Molte volte e in diversi modi nei tempi antichi
Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti, 
ultimamente, in questi giorni,
ha parlato a noi per mezzo del Figlio. 

Alleluia. 





PROCLAMAZIONE DEL VANGELO






 VANGELO 




 Lc 2,16-21
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.
 

Dal vangelo secondo Luca



In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

   

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.



«Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.»



COMMENTO

ALLA PAROLA DI DIO




1. Il mistero che oggi la Chiesa celebra è la divina maternità di Maria, nella quale sono stati donati all’uomo i beni della salvezza eterna.
Avendo Maria concepito e generato nella nostra natura e condizione umana la persona del Verbo divino, Ella è da ritenersi in senso vero e proprio Madre di Dio. E’ stata posta, per un disegno di Dio, in una relazione unica con una persona divina: la relazione di maternità.

E la Chiesa nella prima lettura ci fa vivere questo mistero in una dimensione molto umana e suggestiva. La nascita di ogni bambino è sempre un “inizio” pieno di speranza. Il Bambino nato da Maria è un “inizio assoluto”. E’ l’introduzione della speranza perché dà inizio alla nuova creazione. E’ l’atto con cui Dio ci benedice: «ci ha benedetto con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo». Dio benedice nuovamente la sua creazione; la protegge; fa brillare il suo volto su di noi e ci concede la pace. Non a caso, il computo degli anni è compiuto “a partu Verginis”. Da questo punto ha inizio ogni anno, così che ogni anno è Annus Domini.

2. Tutto questo – ci insegna S. Paolo nella seconda lettura – ha una grande rilevanza sui rapporti fra le persone umane. Il figlio di Dio nasce da donna «per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli».
Due conseguenze ha avuto la nascita di Gesù: il riscatto della nostra schiavitù [«e quindi non sei più schiavo»]; l’adozione a figli. E’ la grande trasformazione da schiavi a figli, e quindi fratelli. E’ questo il grande tema del Messaggio del S. Padre nella Giornata mondiale per la Pace.

Quando S. Paolo scriveva sotto divina ispirazione le parole che stiamo meditando, esse avevano un significato più facilmente comprensibile ai suoi lettori, che a noi.
Nelle case, nelle famiglie la condizione dello schiavo era giuridicamente assai diversa da quella del figlio: mancava l’uguaglianza nella dignità e quindi nei diritti umani.
Qualcuno quindi potrebbe pensare che, vivendo in condizioni diverse, anche le parole di Paolo hanno perso ogni attualità. Non è così. Ed il S. Padre nel suo Messaggio elenca tutte le forme di vera e propria schiavitù ancora oggi vigenti nel mondo. Anziché ripetere l’elenco, vorrei condurvi al pensiero fondamentale che guida tutta la riflessione del Papa.

Le nostre comunità possono essere costruite e vissute secondo due modelli fondamentali, di cui l’uno finisce sempre in misura più o meno ampia per dominare sull’altro. Il primo è basato sulla convinzione che “nessuno può fare un passo al di fuori di se stesso”. Siamo individui separati per natura gli uni dagli altri, e quindi prima o poi concorrenti e nemici, tesi a dominare – ecco la schiavitù – gli uni sugli altri.
Il secondo è basato sulla convinzione che ogni uomo è prossimo di ogni uomo. La prossimità significa che ciascuno è in possesso dell’umanità, come lo è ogni altro uomo. La dignità che è propria di ciascuno in quanto persona, è propria di ogni uomo. E’ a questo livello che scopriamo la causa più profonda di ogni forma di schiavitù: nel misconoscere e nel trascurare la partecipazione alla stessa umanità come fonte della più profonda prossimità.

Ma la parola di Dio ci pone una domanda più forte: è possibile una prossimità e dunque una fraternità senza la coscienza di una comune figliazione? Il vero passaggio dalla schiavitù alla fraternità avviene mediante la figliazione: nessuno è schiavo di un altro, perché ciascuno è figlio dello stesso Padre.

Cari fedeli, può essere che queste considerazioni vi appaiano lontane dalla realtà quotidiana. Non è così. In fondo, Gesù ha riassunto tutta la Legge e i Profeti al seguente sistema di riferimento fondamentale: «amerai il prossimo tuo come te stesso». E «non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il padre vostro, che è nei cieli» [Mt 23, 9].







Card.Carlo Caffarra
Arcivescovo di Bologna





VIDEO CORRELATO

Salve Regina