domenica delle palme

AFORISMI DEL SIGNORE

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domenica 2 luglio 2017

"CHI NON PRENDE LA SUA CROCE E NON MI SEGUE,NON E' DEGNO DI ME"XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno A 2 Re 4,8-11.14-16a; Sal 88; Rm 6,3-4,8-11; Mt 10,37-42




Liturgia della Parola


Domenica 2 Luglio 2017





XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno A
2 Re 4,8-11.14-16aSal 88; Rm 6,3-4,8-11Mt 10,37-42




  
LETTURE: 

Ger 20, 10-13Sal 68; Rm 5,12-15Mt 10,26-33  

Antifona d'ingresso   Sal 46,2
Popoli tutti, battete le mani,
acclamate a Dio con voci di gioia.






COLLETTA
Infondi in noi, o Padre, la sapienza e la forza del tuo Spirito, perché camminiamo con Cristo sulla via della croce, pronti a far dono della nostra vita per manifestare al mondo la speranza del tuo regno. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.






LITURGIA DELLA PAROLA




 
 


PRIMA LETTURA


 2 Re 4,8-11.14-16a
Costui è un uomo di Dio, un santo; rimanga qui.

Dal secondo libro del Re.


Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c'era una donna facoltosa, che l'invitò con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Essa disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo da noi, vi si possa ritirare».
Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e vi si coricò.
Eliseo chiese a Giezi suo servo: «Che cosa si può fare per questa donna?». Il servo disse: «Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio». Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: «L'anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio»
.
  C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.  


Salmo Responsoriale  Dal Salmo 88

Canterò per sempre la tua misericordia.

Canterò senza fine le grazie del Signore, 
con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli, 
perché hai detto: «La mia grazia rimane per sempre» ; 
la tua fedeltà è fondata nei cieli. 

Beato il popolo che ti sa acclamare 
e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto: 
esulta tutto il giorno nel tuo nome, 
nella tua giustizia trova la sua gloria. 

Perché tu sei il vanto della sua forza 
e con il tuo favore innalzi la nostra potenza. 
Perché del Signore è il nostro scudo, 
il nostro re, del Santo d'Israele. 


SECONDA LETTURA Rm 6, 3-4. 8-11
Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti insieme a Cristo nella morte,
perché possiamo camminare in una vita nuova. 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. 

Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio.
Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù. 
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.  



Acclamazione al Vangelo 1 Pt 2,9

Alleluia, alleluia.

Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa;
proclamate le grandezze di Dio, che vi ha chiamato 
dalle tenebre all'ammirabile sua luce.

Alleluia.
  




PROCLAMAZIONE DEL VANGELO






   
Vangelo
  Mt 10, 37-42
Chi non prende la sua croce e non mi segue non è degno di me.
Chi accoglie voi, accoglie me.

Dal vangelo secondo MatteoIn quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. 
Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. 
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 
Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. 
E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». 


C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.








«Chi non prende la sua croce e non mi segue non è degno di me.
Chi accoglie voi, accoglie me.
».



PENSIERO DELLA DOMENICA 

a cura di Don Lucio Luzzi

XIII t.o  Occorre portale la Croce per essere suoi discepoli

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 Occorre portare la Croce
per essere suoi discepoli


PENSIERO DELLA DOMENICA
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Dietro a Cristo con la propria croce. La liturgia ci propone come prima lettura un brano preso dalla Bibbia "Sapienza".  E' stato scritto in greco da un autore assai esperto della lingua. S. Paolo nelle sue lettere, ne fa uso, e questo lascia supporre che esso sia stato scritto verso la metà del XI° Sec. a.C. La sapienza è come un' energia che discende da Dio e condanna chiunque la respinge. Perché la sapienza alleghi nel nostro cuore e nella nostra mente, declamiamo, come facevano gli antichi, il salmo responsoriale: "Donaci o Dio la sapienza del cuore"

 
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Uscito dalla casa del fariseo, dove era stato invitato a pranzo, Gesù riprese il cammino verso Gerusalemme, seguito da molta folla. Ma non bastava certo, perché costoro fossero suoi discepoli, che lo seguissero materialmente. Ancora si serve di due brevi parabole, per usare prudenza e coraggio, in chi vuole seguirlo da vicino. 
Ed usa, come al solito, frasi forti, per inculcare bene la verità.
 

E' categorico, come sempre, tassativo. Seguire Lui, comporta rinunce e sacrificio; chiede il distacco, almeno interiore, da qualsiasi cosa propria, dovendo tutto subordinare all'adesione a Cristo. Tale rinunzia interiore a qualsiasi cosa suppone però, in chiunque, l'animo disposto alla rinunzia anche attuale ed esteriore, quando, tutto considerato, la cosa risulti di ostacolo alla adesione a Cristo.
Molti della folla, sotto spinta emotiva, si dichiaravano pronti a seguire Cristo, ma poi si tiravano indietro. Quando Pietro farà catechesi, anche lui si troverà con i suoi interlocutori che non hanno coraggio e si arrendono; scriverà nella sua seconda lettera (2,21) "...era meglio... non conoscere la via della giustizia che, dopo averla conosciuta, ritirarsi indietro...".

"Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi non può essere mio discepolo" dice Gesù.

 

Questa rinunzia non può ammettere evidentemente alcuna eccezione quanto al distacco interiore; quanto invece al distacco esteriore, dipende da speciale invito del Signore.
Ancora, per l'ennesima volta, grande insegnamento per noi: non pretende da noi il Signore le scelte di Francesco d'Assisi o di Madre Teresa di Calcutta, ma ci chiede di non essere troppo morbosamente attaccati ai beni terreni, perché, come conseguenza inevitabile, si va verso l'egoismo.
A parole siamo prodighi dì considerazioni caritative verso il prossimo che soffre; ma in pratica non diamo generosamente che una piccolissima parte del superfluo! E questo attaccamento smodato ai beni terreni, provoca una catena di delusioni e risentimenti, soprattutto quando l'eredità paterna non ci sembra divisa in parti eque; e non riusciamo a godere anche del poco che abbiamo, perché vittime, secondo noi, di ingiustizie.
 

Ci pensi quanto è assurdo il nostro comportamento! Passiamo il tempo in rivendicazioni,a volte azioni legali, come se la nostra vita terrena fosse senza fine, senza minimamente pensare che da un momento all'altro può terminare. Signore, mi vergogno quando anche io sono così attaccato al denaro.
Mi voglio giustificare, dicendo che non mi basta mai e mi ostino a non tesaurizzare per la vita eterna, privandomi di qualcosa anche utile. Se avessi la sapienza di tenere presente che se io do uno, riceverò da Te cento, avrei serenità, tranquillità nei miei glomi terreni e certezza di ricompensa nei giorni senza fine.


Don Lucio Luzzi
donlucioluzzi@virgilio.it 
Don Lucio Luzzi





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sabato 25 luglio 2015

"DISTRIBUI' A QUELLI CHE ERANO SEDUTI QUANTI NE VOLEVANO" XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Anno B LETTURE: 2 Re4,42-44; Sal 144; Ef 4,1-6; Gv 6,1-15

Liturgia della Parola

 DOMENICA 


26 LUGLIO 2015



XVII  DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Anno B


LETTURE:

2 Re4,42-44Sal 144; Ef 4,1-6Gv 6,1-15


Antifona d'Ingresso    Sal 67,6-7.36

Dio sta nella sua santa dimora;
ai derelitti fa abitare una casa,
e dà forza e vigore al suo popolo.



COLLETTA

O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esiste di valido e di santo; effondi su di noi la tua misericordia perché, da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni.  Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...








PRIMA LETTURA
    
 2 Re 4, 42-44
Ne mangeranno e ne faranno avanzare.

Dal secondo libro dei Re

I
n quei giorni, da Baal Salisà venne un uomo, che portò pane di primizie all’uomo di Dio: venti pani d’orzo e grano novello che aveva nella bisaccia.
Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». Ma il suo servitore disse: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?». Egli replicò: «Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”».
Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare, secondo la parola del Signore. 

 
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.




SALMO RESPONSORIALE

  
Dal Salmo 144

Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.
 



SECONDA LETTURA

    Ef 4, 1-6
Un solo corpo, un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
 

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.





ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Lc 7,16b  



Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.

Alleluia.





Proclamazione del VANGELO



Vangelo   Mc 6, 7-13

Gv 6, 1-15

Distribuì a quelli che erano seduti quanto ne volevano.

Dal vangelo secondo Giovanni



In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». 
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.


 
C: Parola del Signore.


A: Lode a Te,o Cristo





«Fateli sedere». 


RIFLESSIONE AL VANGELO
di Don Lucio Luzzi

Un pane condiviso da distribuire alla gente
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XVII domenica del
Tempo Ordinario

Anno B


Un pane condiviso
da distribuire alla gente


PENSIERO DELLA DOMENICA
+ VIDEO CORRELATO

donlucioluzzi@virgilio.it 

Gesù nella sua vita pubblica non si è mai limitato ad insegnare la strada della salvezza, ignorando le esigenze umane dei suoi interlocutori: lo troviamo sempre disponibile alle necessità materiali della sua gente. 

Nel brano propostoci dall’evangelista Giovanni in questa XVII domenica ordinaria, il grande campo operativo è sempre l’immenso lago di Tiberiade, dal nome della città posta sulla sua sponda occidentale, edificata da Erode Antipa e così chiamata in onore dell’imperatore Tiberio

“... gran folla lo seguiva…”; molti lo avevano preceduto lungo la riva e ad essi si erano, probabilmente, uniti dei pellegrini che venivano dal nord e dal nord - est, per salire a Gerusalemme per le feste pasquali.

Evidentemente la fama del  Maestro taumaturgo, a non molto più di un anno dall’inizio del ministero pubblico, era già universale.
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Una raffigurazione del
miracolo della moltiplicazione
dei pani e dei pesci

Gesù si ferma su una altura che dominava quel luogo deserto e si sedette con i suoi discepoli per procurare loro un po’ di riposo.

Ma vede sopraggiungere una numerosa folla e rivolgendosi al fido Filippo lo provocò dicendo:

“... dove possiamo comprare il pane, perché costoro abbiano da mangiare?…”

Il discepolo fa subito due conti e conclude che non bastano nemmeno 200 denari!


Ma Gesù passa a maggiore concretezza, invitando i discepoli a precisare quanto cibo vi era a disposizione.

E mentre con il ragionamento umano si costata l’impotenza, viene fuori invece la potenza di Dio.

Questa volta il Cristo cura anche i particolari; fa accomodare la gente, seduta sull’erba.

Erano più di cinquemila persone e li fa dividere in gruppi di cento e di cinquanta, per maggiore ordine e per sicuro controllo del numero e dell’identità del miracolo.

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Compie il prodigio e tutti furono saziati; e si premura di dire agli apostoli “…raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto…”.

La gente prima guarda incuriosita e un po’ incredula, poi mangia, si sazia ed esplode il facile entusiasmo.

Ma Gesù non vuole applausi; non è intervenuto soltanto per una evidente necessità fisica, ma vorrebbe preparare la sua gente che ha in mente di dare loro il pane che li sazi per sempre!

E’ il preannuncio dell’Eucarestia!

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Non verrà compreso, anzi criticato, ma se anche con tanta tristezza per la riluttanza del suo popolo, è troppo forte l’amore che ha per l’intera umanità, che lascerà ugualmente in dono il pane eucaristico.



O SIGNORE, 

TU CHE HAI COMPIUTO 
IL MIRACOLO 
DELLA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI, 


CONCEDI ANCHE 
A ME DI ESSERE SAZIATO
 DI QUEL PANE EUCARISITICO 
PER DIVENTARE, 

ANCHE IO, 
PANE DI AMORE 
PER I MIEI FRATELLI

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BUON PASTORE VERO PANE NUTRICI E DIFENDICI PORTACI AI BENI ETERNI

Don Lucio Luzzi

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donlucioluzzi@virgilio.it 

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Vie dello Spirito is Don Lucio Luzzi

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Vie dello Spirito
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"Pane di vita nuova"



Elaborazione musicale 

di Mons. Marco Frisina
Introduzione al canto a cura di Don Lucio Luzzi - donlucioluzzi@virgilio.it 


Gesu'di Nazareth

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"Benedici o Signore"

















domenica 29 luglio 2012

"DISTRIBUI' A QUELLI CHE ERANO SEDUTI QUANTO NE VOLEVANO"(Gv.6,-15) XVII^DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO B


Liturgia di

Domenica 29 LUGLIO 2012







XVII^ DOMENICA DEL TEMPO 

ORDINARIO

Anno B




Colore liturgico: verde


SANTA MARTA,MARIA E LAZZARO


LETTURE: 2 Re4,42-44Sal 144; Ef 4,1-6; Gv 6,1-15




Antifona d'Ingresso  Sal 67,6-7.36
Dio sta nella sua santa dimora;
ai derelitti fa abitare una casa,
e dà forza e vigore al suo popolo. 



GLORIA
Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.







COLLETTA
O Padre, che nella Pasqua domenicale ci chiami a condividere il pane vivo disceso dal cielo, aiutaci a spezzare nella carità di Cristo anche il pane terreno, perché sia saziata ogni fame del corpo e dello spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.







LITURGIA DELLA PAROLA





 
 


Prima Lettura   2Re 4,42-44
Ne mangeranno e ne faranno avanzare.

Dal secondo libro dei Re
In quei giorni, da Baal Salisà venne un uomo, che portò pane di primizie all’uomo di Dio: venti pani d’orzo e grano novello che aveva nella bisaccia.
Eliseo disse: «Dallo da mangiare alla gente». Ma il suo servitore disse: «Come posso mettere questo davanti a cento persone?». Egli replicò: «Dallo da mangiare alla gente. Poiché così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne faranno avanzare”».
Lo pose davanti a quelli, che mangiarono e ne fecero avanzare, secondo la parola del Signore. 

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.


Salmo Responsoriale     Sal 144 


Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.
 



Seconda Lettura    Ef 4,1-6 
Un solo corpo, un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.  


C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.







ACCLAMAZIONE AL VANGELO (Lc.7,16)
Alleluia, alleluia. 
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.

Alleluia.






PROCLAMAZIONE DEL VANGELO




Dal 
VANGELO secondo GIOVANNI 
Gv 6,1-15

Distribuì a quelli che erano seduti quanto ne volevano

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

C: Parola del Signore
A: Lode a Te o Cristo 






"Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano."


COMMENTO

ALLA PAROLA DI DIO

A CURA DI DON LUCIO LUZZI



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29/07/2012

XVII domenica del
Tempo Ordinario

Anno B


Un pane condiviso
da distribuire alla gente


PENSIERO DELLA DOMENICA
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29/07/2012

XVII domenica del
Tempo Ordinario

Anno B


Un pane condiviso
da distribuire alla gente


PENSIERO DELLA DOMENICA
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Gesù nella sua vita pubblica non si è mai limitato ad insegnare la strada della salvezza, ignorando le esigenze umane dei suoi interlocutori: lo troviamo sempre disponibile alle necessità materiali della sua gente. Nel brano propostoci dall’evangelista Giovanni in questa XVII domenica ordinaria, il grande campo operativo è sempre l’immenso lago di Tiberiade, dal nome della città posta sulla sua sponda occidentale, edificata da Erode Antipa e così chiamata in onore dell’imperatore Tiberio“... gran folla lo seguiva…”; molti lo avevano preceduto lungo la riva e ad essi si erano, probabilmente, uniti dei pellegrini che venivano dal nord e dal nord - est, per salire a Gerusalemme per le feste pasquali. Evidentemente la fama del  Maestro taumaturgo, a non molto più di un anno dall’inizio del ministero pubblico, era già universale.

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Una raffigurazione del
miracolo della moltiplicazione
dei pani e dei pesci
Gesù si ferma su una altura che dominava quel luogo deserto e si sedette con i suoi discepoli per procurare loro un po’ di riposo.Gesù si ferma su una altura che dominava quel luogo deserto e si sedette con i suoi discepoli per procurare loro un po’ di riposo.

Ma vede sopraggiungere una numerosa folla e rivolgendosi al fido Filippo lo provocò dicendo:
“... dove possiamo comprare il pane, perché costoro abbiano da mangiare?…”

Il discepolo fa subito due conti e conclude che non bastano nemmeno 200 denari!


Ma Gesù passa a maggiore concretezza, invitando i discepoli a precisare quanto cibo vi era a disposizione.

E mentre con il ragionamento umano si costata l’impotenza, viene fuori invece la potenza di Dio.
Questa volta il Cristo cura anche i particolari; fa accomodare la gente, seduta sull’erba.

Erano più di cinquemila persone e li fa dividere in gruppi di cento e di cinquanta, per maggiore ordine e per sicuro controllo del numero e dell’identità del miracolo.
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Compie il prodigio e tutti furono saziati; e si premura di dire agli apostoli “…raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto…”.

La gente prima guarda incuriosita e un po’ incredula, poi mangia, si sazia ed esplode il facile entusiasmo.
Ma Gesù non vuole applausi; non è intervenuto soltanto per una evidente necessità fisica, ma vorrebbe preparare la sua gente che ha in mente di dare loro il pane che li sazi per sempre!
E’ il preannuncio dell’Eucarestia!

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Non verrà compreso, anzi criticato, ma se anche con tanta tristezza per la riluttanza del suo popolo, è troppo forte l’amore che ha per l’intera umanità, che lascerà ugualmente in dono il pane eucaristico.
O SIGNORE, 
TU CHE HAI COMPIUTO IL MIRACOLO DELLA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI, CONCEDI ANCHE A ME DI ESSERE SAZIATO DI QUEL PANE EUCARISITICO PER DIVENTARE, ANCHE IO, 
PANE DI AMORE PER I MIEI FRATELLI

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BUON PASTORE VERO PANE NUTRICI E DIFENDICI PORTACI AI BENI ETERNI


Don Lucio Luzzi








Preghiera dei fedeli


Gesù ha moltiplicato il cibo per compassione verso le persone che lo seguivano e che erano affamate. Preghiamo il Padre perché la nostra vita sia coerente con ciò che Gesù ci ha insegnato a vivere. 

Preghiamo insieme e diciamo: 



Ascoltaci, o Signore.



1. Per la Chiesa e i suoi testimoni: sappiano denunciare l'ingiustizia di un sistema economico che rende i ricchi sempre più ricchi e porta all'indigenza coloro che non hanno risorse, preghiamo. 


2. Per quanti hanno l'incarico di governare: si distinguano per il disinteresse e per la dedizione al loro compito di servizio alla società civile, proponendosi anche come esempio di vita, preghiamo. 


3. Per i popoli tormentati dalla guerra e dalla fame: gli organismi internazionali e la sensibilità dell'opinione pubblica impediscano il proliferare della violenza e delle ingiustizie, preghiamo.


4. Per gli insegnanti e per gli educatori: perché i giovani crescano nell'apprezzare il valore della solidarietà e sappiano farsi capaci di gesti solidali verso i più poveri, preghiamo. 


5. Per la nostra comunità, perché la condivisione dello stesso pane e la celebrazione dell'Eucaristia unisca tutti noi, nella condivisione dei nostri doni e carismi, preghiamo.


Signore, aiutaci a continuare con la nostra vita cristiana il miracolo che tu hai operato in favore di tutti gli uomini, affamati della tua Parola. Tu sei Dio e vivi e regni nei secoli dei secoli.








LITURGIA EUCARISTICA







Sulle Offerte
Accetta, Signore, queste offerte che la tua generosità ha messo nelle nostre mani, perché, il tuo Spirito, operante nei santi misteri, santifichi la nostra vita presente e ci guidi alla felicità senza fine. 
Per Cristo nostro Signore.
 






Antifona di Comunione
Gesù spezzò i cinque pani
e li distribuì a tutti finché ne vollero.
(Cf Mc 6,41 )


Dopo la Comunione 
O Dio nostro Padre, che ci hai dato la grazia di partecipare al mistero eucaristico, memoriale perpetuo della passione del tuo Figlio, f
a' che questo dono del suo ineffabile amore giovi sempre per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore. 
 


Vie dello Spirito
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"Pane di vita nuova"
Elaborazione musicale di Mons. Marco Frisina
Introduzione al canto a cura di Don Lucio Luzzi - donlucioluzzi@virgilio.it 


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