domenica delle palme

AFORISMI DEL SIGNORE

sabato 1 marzo 2014

"NON PREOCCUPATEVI DEL DOMANI" VIII^Domenica del Tempo Ordinario - ANNO A - LETTURE: Is 49,14-15; Sal 61; 1 Cor 4,1-5; Mt 6,24-34





Liturgia della Parola

 Domenica

2  Marzo 2014




VIII^DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Anno A




LETTURE:

Is 49,14-15Sal 61; 1 Cor 4,1-5; Mt 6,24-34







PRIMA LETTURA    Is 49, 14-15
Io non ti dimenticherò mai.

Dal libro del profeta Isaìa

Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato,
il Signore mi ha dimenticato».
Si dimentica forse una donna del suo bambino,
così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se costoro si dimenticassero,
io invece non ti dimenticherò mai.

    
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.




SALMO RESPONSORIALE

  Dal Salmo 61


Solo in Dio riposa l’anima mia.
Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia salvezza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: mai potrò vacillare.

Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia speranza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: non potrò vacillare.

In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;
il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio.
Confida in lui, o popolo, in ogni tempo;

davanti a lui aprite il vostro cuore. 


SECONDA LETTURA   1 Cor 4, 1-5
Il Signore manifesterà le intenzioni dei cuori. 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele.
A me però importa assai poco di venire giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, io non giudico neppure me stesso, perché, anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!
Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, fino a quando il Signore verrà. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno riceverà da Dio la lode.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

  
Canto al Vangelo
   Eb 4,12

Alleluia, alleluia.

La parola di Dio è viva ed efficace,
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.

Alleluia.

   
   
Vangelo  Mt 6, 24-34

Non preoccupatevi del domani.


Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? 
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? 
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? 
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. 
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».


C: Parola del Signore.
A: Lode a Te,o Cristo







COMMENTO ALLA PAROLA


a cura di Don Lucio Luzzi

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02/03/2014
VIII domenica del
Tempo Ordinario

Anno A


Guardate gli uccelli del cielo,
non seminano e non mietono


PENSIERO DELLA DOMENICA
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donlucioluzzi@virgilio.it 


Nel piccolo brano di Isaia, che la Liturgia odierna ci propone, appare evidente come il popolo con facilità perde fiducia in Dio perché gli sembra di vedere non esauditi i suoi desideri. Sion ha detto: “Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato”. E nel salmo responsoriale, il salmista trova nella fiducia in Dio la forza per fronteggiare le difficoltà quotidiane, non nella potenza umana e nelle ricchezze: “In Dio è la mia salvezza e la mia gioia,  il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio.  Confida in Lui, o popolo, in ogni tempo; davanti a Lui aprite il vostro cuore”Per noi cristiani il primo impegno è quello di cercare Dio e di affidarci a Lui!

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E Gesù è drastico nella sua catechesi agli apostoli:
“Non potete servire Dio e la ricchezza”

Quanto ci possiamo rispecchiare nei discepoli di Gesù, con le loro ansie e preoccupazioni tutte umane e materiali. E risuona persuasivo l’imperativo categorico del  Messia:

“Non preoccupatevi!”

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“Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, nè raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro?... Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cosa vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta...”.

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Anche questa volta noi siamo
chiamati in causa direttamente!


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Il nostro attaccamento istintivo al denaro, è evidente. Lo nascondiamo con i soliti nostri argomenti… ”...io non faccio parte della categoria dei ricchi, dei benestanti... non ho denaro in avanzo e quindi non posso fare elemosina… avrei tanti programmi, ma dovrei vincere alla lotteria... e allora forse potrei fare un piccola, simbolica beneficenza, ma non troppo perché poi ho paura che non bastino nemmeno a me e rischierei di tornare in miseria… anzi sto notando che quello che finalmente possiedo, nemmeno mi basta per i miei programmi...

E vengo avvolto dalla spirale del sospetto, dall’ansia di avere di più. Di più, dall’indifferenza verso chi muore di fame… e subito una nuova giustificazione“...ci deve pensare lo Stato, le istituzioni, chi ha grandi possibilità...".

Tutto a posto?
Non senti la coscienza che ti tormenta? 
Perché sai benissimo quello che potresti e dovresti fare?
E la tua ipotetica felicità?

Arrivi forse all’assurdo di non toccare nemmeno minimamente il tuo piccolo gruzzoletto, per paura che diminuisca.

E tra te e il tuo fratello che muore di fame,
il tuo atteggiamento ti rende tranquillo, sereno?


Signore mio, quello che Tu mi insegni è quasi sempre duro a metterlo in pratica! Mi ostino a rimanere nella mie posizioni e giustificazioni, ma devo riconoscere che non sono sereno.

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Dammi la forza di provare, una volta, a venire in aiuto a Te, raffigurato nel fratello bisognoso.

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Proverei un gioia indescrivibile e la mia offerta verrebbe centuplicata da Tre, in benefici e grazie, irraggiungibili con il denaro.
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Don Lucio Luzzi
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donlucioluzzi@virgilio.it 

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