domenica delle palme

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VIDEOVANGELO

AFORISMI DEL SIGNORE

domenica 20 novembre 2016

CONGRESSO EUCARISTICO DIOCESANO DI BOLOGNA

Prima tappa. Da S. Petronio alla solennità di Cristo Re

Lectio Divina sul testo del Vangelo di Matteo 14,13-21.
"Più della paura di sbagliare spero che ci muova la paura di rinchiuderci nelle strutture
che ci danno una falsa protezione, nelle norme che ci trasformano in giudici implacabili, nelle abitudini in cui ci sentiamo tranquilli, mentre fuori c'è una moltitudine affamata e Gesù ci ripete senza sosta: «Voi stessi date loro da mangiare» (Mc 6,37)". (E.G. n. 49).
Si suggerisce di leggere il testo, lasciare qualche momento di silenzio, poi dare la parola a tutti per fare risuonare la Parola.
Gli interventi mirano a rispondere alla domanda:
nella prospettiva di una conversione missionaria della pastorale, cosa mi interpella di più
e personalmente del testo evangelico?
Quali cambiamenti mi suggerisce e mi sollecita?
APPUNTAMENTI COMUNI
Martedì 4 Ottobre 2016 – San Petronio: annuncio del Congresso Eucaristico Diocesano (CED). 
Domenica 13 Novembre 2016 – Conclusione diocesana dell'Anno Santo della Misericordia e apertura dell'Anno del CED: Sessione solenne del Consiglio Pastorale Diocesano, dei Consigli Pastorali Parrocchiali e della Consulta dei Laici e Celebrazione Eucaristica.

Seconda tappa. Dall'inizio di Avvento all'inizio della Quaresima.

Le attese degli uomini. Analisi della situazione locale.
"Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l'evangelizzazione del mondo attuale, più che per l'autopreservazione. La riforma delle strutture, che esige la conversione pastorale, si può intendere solo in questo senso: fare in modo che esse diventino tutte più missionarie". (E.G. n. 27)
Gli interventi mirano a rispondere alla domanda:
se mi metto nella prospettiva di chi è "periferia" rispetto alla comunità cristiana, cosa dobbiamo cambiare e che scelte missionarie possiamo pensare per avviare il rinnovamento?
APPUNTAMENTI COMUNI
Sabato 31 Dicembre 2016 – a Bologna: Marcia nazionale per la pace.
18-25 gennaio 2017 – Settimana di preghiera per l'unità dei Cristiani nel V centenario della Riforma luterana.

Terza tappa. Tempo di Quaresima.

Ritrovare il centro di tutto. Riflessione sulla qualità delle nostre Eucaristie.
"La comunità evangelizzatrice gioiosa sa sempre "festeggiare". Celebra e festeggia ogni piccola vittoria, ogni passo avanti nell'evangelizzazione. L'evangelizzazione gioiosa si fa bellezza nella Liturgia in mezzo all'esigenza quotidiana di far progredire il bene. La Chiesa evangelizza e si evangelizza con la bellezza della Liturgia, la quale è anche celebrazione dell'attività evangelizzatrice e fonte di un rinnovato impulso a donarsi". (E.G. n. 24)
Gli interventi mirano a rispondere alla domanda: nella prospettiva di una conversione missionaria quali sono gli elementi di gioia e di fatica delle nostre Messe domenicali?

Quarta tappa. Da Pasqua alla solennità del Corpus Domini.

Il Signore ci a da il pane. Riflessione sul soggetto missionario.
"L'evangelizzazione è compito della Chiesa. Ma questo soggetto dell'evangelizzazione è ben più di una istituzione organica e gerarchica, poiché anzitutto è un popolo in cammino verso Dio. Si tratta certamente di un mistero che a onda le sue radici nella Trinità, ma che ha la sua concretezza storica in un popolo pellegrino ed evangelizzatore, che trascende sempre ogni pur necessaria espressione istituzionale". (E.G. n.111)
Gli interventi mirano a rispondere alla domanda: chi sono i discepoli a cui Gesù dice: "Voi stessi date loro da mangiare"? Come coinvolgere tutti e tutta la comunità cristiana?

APPUNTAMENTI COMUNI
20-28 maggio 2017 – Celebrazioni in onore della B. Vergine di S. Luca
Domenica 4 Giugno 2017 – Solennità di Pentecoste
In ogni comunità valorizzare la multiforme ricchezza che deriva dalla presenza di cristiani provenienti dalle diverse parti del mondo.
Giovedì 15 giugno 2017 – in Città, celebrazione del Corpus Domini.
Domenica 18 giugno 2017 – in tutte le parrocchie del forese, celebrazione del Corpus Domini. 16-17 giugno 2017 – Assemblea ecclesiale cittadina

1-8 ottobre 2017 - Celebrazioni conclusive del CED



Un metodo per il discernimento comunitario

Ogni comunità cristiana (parrocchia, casa religiosa, associazione, movimento...) è invitata a mettersi in cammino programmando quattro tappe di ri essione scandite lungo l'anno. Non si tratta di assolvere un dovere, ma di applicarsi a un esercizio di discernimento per far crescere tutta la comunità ecclesiale.
Si propone di seguire il metodo utilizzato con frutto al Convegno ecclesiale di Firenze e nella scorsa Tre giorni del Clero bolognese, caratterizzato da questi elementi:
• gruppi di 12 persone con un facilitatore,
• varietà di presenze (giovani/anziani; ruoli diversi),
• lasciare sempre qualche minuto di silenzio iniziale per pensare al proprio intervento,
• interventi di non oltre 3 minuti (perché tutti possano parlare),
• impegno ad ascoltarsi reciprocamente,
• ciascuno espone il proprio pensiero senza preoccuparsi di intervenire a precisare o correggere quello di altri,
• in un brevissimo secondo giro di interventi ciascuno dice ciò che ha ricevuto di più arricchente e illuminante dagli altri interventi,

• concludere raccogliendo uno o due elementi sui cui vi è convergenza.

VOI STESSI DATE LORO DA MANGIARE Congresso Eucaristico Diocesano BOLOGNA

«Voi stessi date loro da mangiare»



Eucaristia e Città degli uomini

Dal 13 novembre 2016 
al 08 ottobre 2017

Lettera dell'Arcivescovo

Carissimi, l'Anno Santo della Misericordia continuerà, provvidenzialmente per noi, con il Congresso Eucaristico Diocesano: evento così importante da segnare i passi del nostro cammino di Chiesa. È l'occasione per ritrovare il centro di tutto e condividere il pane celeste con i tanti che hanno fame di speranza e di gioia.
Il tema del Congresso sarà: "Voi stessi date loro da mangiare - Eucaristia e Città degli uomini". Gesù (Mt 14,13-21) ci coinvolge nella sua commozione per la folla e insegna a tutti a rispondere alla fame di tanti. Per farlo non dobbiamo cercare capacità particolari o possibilità straordinarie, che non avremo mai, ma solo o rire il poco che abbiamo e condividerlo, a darlo al suo amore perché tutti siano saziati, noi e il prossimo.
Questo è possibile se non ci lasciamo appannare la vista da pessimismi e lamentele, dalla convinzione che in fondo non si può fare nulla, che abbiamo troppo poco, che dobbiamo tenerci quello che abbiamo altrimenti restiamo senza. Proprio noi possiamo dare da mangiare se, come Gesù, non restiamo distanti dalla condizione di cile degli altri.
Questo è l'obiettivo che vogliamo raggiungere nell'anno del Congresso Eucaristico, con un cammino sinodale che coinvolga tutte le comunità cristiane, riunite attorno al Signore,ma che hanno sempre l'orizzonte scon nato della folla alla quale Gesù vuole dare da mangiare.
Sono proposti quattro incontri che vorrei vivessimo tutti con entusiasmo, parlando tra di noi liberamente e che - spero - coinvolgano le nostre comunità e quanti vorranno camminare con noi in un confronto sinodale sull'Evangelii Gaudium. Non cerchiamo formule risolutive, perché già c'è il Vangelo e la sua gioia. Desideriamo metterci con la passione di Gesù in ascolto, cercando di capire le domande della folla, per andare di nuovo incontro a tutti con il "poco" che abbiamo. Condividendolo non nirà. Questo signi ca una Chiesa in uscita, che ascolta e parla con gioia. Scopriremo di nuovo la grazia di essere cristiani e vivremo la conversione pastorale missionaria che Papa Francesco chiede a tutti, per avviare un programma di rinnovamento anche strutturale delle nostre comunità.
Il Signore ci accompagni in questo cammino.
"Buon pastore, vero pane, o Gesù, pietà di noi: nutrici e difendici, portaci ai beni eterni nella terra dei viventi".
+ Matteo Zuppi

FONTE: https://www.chiesadibologna.it/congresso-eucaristico-diocesano-2017.html

"SIGNORE,RICORDATI DI ME QUANDO ENTRERAI NEL TUO REGNO" XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL'UNIVERSO Anno C - Solennità LETTURE: 2 Sam 5, 1-3; Sal 121; Col 1, 12-20; Lc 23, 35-43

Liturgia della Parola


Domenica


20 NOVEMBRE 2016





XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
RE DELL'UNIVERSO

Anno C - Solennità



  
LETTURE: 

 2 Sam 5, 1-3Sal 121; Col 1, 12-20
Lc 23, 35-43

Antifona d'ingresso   (Ap 5,12; 1,6)
L'Agnello immolato 
è degno di ricevere potenza 
e ricchezza e sapienza e forza e onore:
a lui gloria e potenza nei secoli, in eterno.





COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, che hai voluto rinnovare tutte le cose in Cristo tuo Figlio, Re dell'universo, fa' che ogni creatura, libera dalla schiavitù del peccato, ti serva e ti lodi senza fine.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.






LITURGIA DELLA PAROLA




 
 


PRIMA LETTURA

 2 Sam 5, 1-3
Unsero Davide re d'Israele. 

Dal secondo libro di Samuele

In quei giorni, vennero tutte le tribù d'Israele da Davide a Ebron, e gli dissero: «Ecco noi siamo tue ossa e tua carne. Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha det­to: "Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai capo d'Israele"».
Vennero dunque tutti gli anziani d'Israele dal re a Ebron, il re Davide concluse con loro un'alleanza a Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re d'Israele.

  C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.


SALMO RESPONSORIALE


Dal Salmo 121


Andremo con gioia alla casa del Signore.
 
Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!
 
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d'Israele,
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide. 


SECONDA LETTURA   Col 1, 12-20
Ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore. 
 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Fratelli, ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce.
È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati.
Egli è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vi­sta di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa. Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose. È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui tutta la pienezza e che per mezzo di lui e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.  



ACCLAMAZIONE AL VANGELO
Mc 11,9.10

Alleluia, alleluia.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!

Alleluia. 





PROCLAMAZIONE DEL VANGELO






 VANGELO 




Lc 23, 35-43
Signore, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno. 


Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». 
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio. tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».                 

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.




«Gesù, ricordati di me 
quando entrerai nel tuo regno»



PENSIERO DELLA DOMENICA

a cura di Don Lucio Luzzi


Solennità di Gesù Cristo Re dell'UniversoPDFPrintE-mail
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solennità di Gesù Cristo
Re dell'Universo

Venga il Tuo Regno
nel mondo degli uomini

PENSIERO DELLA DOMENICA


La Chiesa oggi, ha cambiato il colore liturgico; è terminato ormai il colore verde che ci ha accompagnato per tutta la lunga serie delle domeniche estive. In questa domenica il celebrante indossa i paramenti di colore bianco, perché è la grandeFesta di Cristo Re


Leggendo la Bibbia si rimane sconcertati perché il linguaggio di Dio è completamente differente dal nostro. Per noi il concetto di Re è sinonimo di superiorità, predominio, potenza. Il simbolo della regalità è qualcuno che domina, che comanda, che è superiore agli altri, ai sudditi. 

Ora sentire parlare Cristo che dice, io sono re, fa una certa impressione e ne fece tanta a suo tempo, che fu motivo di scandalo, tanto è vero che lo denunciarono, lo portarono in tribunale, perché aveva osato dire che Lui era il vero Re, invece di Cesare.

 
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E’ per l’ennesima volta costatiamo che la vita di Cristo, dal punto di vista umano, è stata un fallimento.

Sempre contornato da gente perfida, maldicente, invidiosa, come erano i farisei, che inventeranno, come capo di accusa e di condanna, che ha osato dire che si sostituisce a Cesare.
Deve morire, con la morte più infamante, quella della croce.
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Durante il percorso al calvario, passando in mezzo alla folla attonita, ma ipocritamente neutrale per paura dei capi del popolo, Gesù si rivolge a quelli che Lui ha tanto beneficato e lo chiama ancora

“Popolo mio che male ti ho fatto? In che cosa ti ho contristato?
 Se ti ho fatto del male percuotimi, ma se ti ho voluto sempre bene, perchè mi tratti così?".

E fino all’ultimo istante svolge la Sua missione salvifica, quando dice al delinquente crocifisso con Lui, ma pentito, “Oggi sarai con me in Paradiso!”.
Quale è la forza, la missione di questo Cristo Re dei nostri cuori?
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AMA SEMPRE IL PROSSIMO TUO

Ricordati che il tuo prossimo più immediato è la famiglia dove si vive continuamente accettando, a volte, contrarietà, forse anche umiliazioni.
Cristo vorrebbe essere il Re della tua famiglia; per credere a questo ci vuole fede.

Il 9 Febbraio 1527 si riunì a Firenze nel palazzo della  Signoria quello che noi chiamiamo oggi il consiglio comunale. C’erano i vessilliferi, i capitani del popolo e vari rappresentanti.

Si discuteva del più e del meno; ad un certo punto prende la parola Pier Capponi: parla animatamente di problemi sociali, di necessità che incombevano tra la popolazione: poi si mise in ginocchio davanti a tutti e disse:

"Io propongo a Firenze repubblicana di eleggere Cristo Re dei fiorentini"
.

Tutti scoppiarono in un applauso, approvarono questa sua mozione e fu eletto ufficialmente Cristo Re dei Fiorentini.
Ancora oggi all’ingresso di Palazzo della Signoria c’è una lapide in latino che ricorda questo atto di fede dei fiorentini.

Prova anche tu a sentire la gioia di essere suddito di questo grande Re che ti viene incontro, ti aiuta, ti vuole bene, ti perdona.
E’ l’unico che ti sa capire, ti comprende nelle tue miserie e nelle tue debolezze…

Don Lucio Luzzi


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Introduzione al canto a cura di Don Lucio Luzzi
Elaborazione musicale a cura di Mons. Marco Frisina
Buon canto di meditazione e buona domenica a tutti!





VIDEO VANGELO

"Gesu'ricordati di me,quando entrerai nel Tuo Regno"




domenica 6 novembre 2016



Liturgia di

Domenica 6 Novembre 2016



XXXII^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO



ANNO C



  
LETTURE: 


2 Mac 7, 1-2. 9-14; Sal 16; 2 Ts 2,16-3,5

Lc 20, 27-38

Antifona d'ingresso   Sal 87,3

La mia preghiera giunga fino a te;
tendi, o Signore, l'orecchio
alla mia preghiera.








LITURGIA DELLA PAROLA




 
 


PRIMA LETTURA

2 Mac 7, 1-2. 9-14
Il re
 dell'universo ci risusciterà a vita nuova ed eterna.


Dal secondo libro dei Maccabèi


In quei giorni, ci fu il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite.
Uno di loro, facendosi interprete di tutti, disse: «Che cosa cerchi o vuoi sapere da noi? Siamo pronti a morire piuttosto che trasgredire le leggi dei padri». 
[E il secondo,] giunto all’ultimo respiro, disse: «Tu, o scellerato, ci elimini dalla vita presente, ma il re dell’universo, dopo che saremo morti per le sue leggi, ci risusciterà a vita nuova ed eterna».
Dopo costui fu torturato il terzo, che alla loro richiesta mise fuori prontamente la lingua e stese con coraggio le mani, dicendo dignitosamente: «Dal Cielo ho queste membra e per le sue leggi le disprezzo, perché da lui spero di riaverle di nuovo». Lo stesso re e i suoi dignitari rimasero colpiti dalla fierezza di questo giovane, che non teneva in nessun conto le torture.
Fatto morire anche questo, si misero a straziare il quarto con gli stessi tormenti. Ridotto in fin di vita, egli diceva: «È preferibile morire per mano degli uomini, quando da Dio si ha la speranza di essere da lui di nuovo risuscitati; ma per te non ci sarà davvero risurrezione per la vita».
 


C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.  


Salmo Responsoriale Dal Salmo 16
Ci sazieremo, Signore,  contemplando il tuo volto.

Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno.

Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno.
Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole.

Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi,
io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine.
 



SECONDA LETTURA 2 Ts 2, 16 - 3, 5

Il Signore vi confermi in ogni opera e parola di bene
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Fratelli, lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.
Per il resto, fratelli, pregate per noi, perché la parola del Signore corra e sia glorificata, come lo è anche tra voi, e veniamo liberati dagli uomini corrotti e malvagi. La fede infatti non è di tutti. Ma il Signore è fedele: egli vi confermerà e vi custodirà dal Maligno.
Riguardo a voi, abbiamo questa fiducia nel Signore: che quanto noi vi ordiniamo già lo facciate e continuerete a farlo. Il Signore guidi i vostri cuori all’amore di Dio e alla pazienza di Cristo.


C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.  




ACCLAMAZIONE AL VANGELO
 ( Ap 1,5.6)

Alleluia, alleluia.
Gesù Cristo è il primogenito dei morti:
a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli
.

Alleluia.






PROCLAMAZIONE DEL VANGELO





VANGELO




Lc 20, 27-38 Forma breve Lc 20, 27.34-38

Dio non è dei morti, ma dei viventi.

Dal vangelo secondo Luca
[ In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione ] – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». 
Gesù rispose loro: 
[ «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui». ]



C: Parola di Dio.

A: Rendiamo grazie a Dio.




«Dio non è dei morti, ma dei viventi»


PENSIERO DELLA DOMENICA

a cura di Don Lucio Luzzi




DIO NON É DEI MORTI MA DEI VIVENTI, PERCHÉ TUTTI VIVONO IN LUI. " Vangelo: Luca- 20.27-38 "PDFPrintE-mail
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DIO NON É DEI MORTI MA DEI VIVENTI,

PERCHÉ TUTTI VIVONO IN LUI.

" Vangelo: Luca- 20.27-38 "

Una riflessione.


In questo frammento del Vangelo di S.Luca, Gesú fa una chiara affermazione della resurrezione e della vita eterna.  I sadducei mettevano in dubbio o, ancora, peggio, ridicolizzavano la fede nella vita eterna dopo la morte, la quale, a sua volta, era difesa dai farisei e lo é anche per noi oggi giorno, per lo meno per alcuni. La loro domanda suggerisce una mente giuridica di possessione, una rivendicazione del diritto di proprietá su una persona. Inoltre, la trappola che hanno messo Gesú mostra un malinteso che esiste ancora oggi, immaginare la vita eterna come estensione, dopo la morte, della esistenza terrena. 

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Il cielo sarebbe la trasposizione delle cose belle di cui ora godiamo. Una cosa é credere nella vita eterna e un'altra é immaginarsi come sará.  Il mistero che non é involto di rispetto e discrezione , pericolo di essere banalizzato  dalla curiositá e finalmente ridicolizzato.  La risposta di Gesú ha due parti:  la prima vuol fare capire che l'istituzione del matrimonio non ha senso nell'altra vita:" Quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti non prendono nè moglie  e neppure marito."(Luca 20.35) 
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 Ció che perdura e raggiunge la massima pienezza é tutto quello che abbiamo seminato di amore vero, di amicizia, di fraternitá, di giustizia e veritá.   Il secondo momento della risposta ci lascia due certezze: " Dio non é dei morti, ma dei viventi" (Luca 20.38)   Fidarsi di questo Dio significa capire che siamo fatti per la vita e la vita é essere con Lui senza interruzione, per sempre. Inoltre, tutti vivono per Lui, Dio é la fonte  della vita.
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 Il credente , immerso in Dio attraverso il battesimo, é stato strappato per sempre dal dominio della morte. La morte diventa una realtá compiuta se si include in un amore che proporziona realmente eternitá. Il Regno di Dio stá dentro ogni uno di noi e per questo lo dobbiamo riconoscere. accettare e seguire i suoi comandamenti per essere da Lui veramente amati e la sua misericordia mai ci mancherá.......


Don Lucio Luzzi
donlucioluzzi@virgilio.it